22-03-2007

Centro Arti Orientali. Shanghai. Paul Andreu. 2005

Progetti

Vetro,

Inaugurato nell'estate del 2005, il Centro di Arti Orientali di Shanghai è una delle più spettacolari opere dell'architetto parigino Paul Andreu. Anche in questo caso la luce gioca un ruolo particolare, donando all'edificio trasparenza e leggerezza.



Centro Arti Orientali. Shanghai. Paul Andreu. 2005 Edificio culturale pubblico, è stato finanziato dal Comune e oggi rappresenta il più grande della città, essendo costituito da un teatro filarmonico in grado di ospitare 1979 persone, da un teatro lirico con 1054 posti e da un teatro per musica da camera da 330 posti.
Ma ci sono anche una sala per esposizioni temporanee, negozi di articoli musicali, un ristorante, una biblioteca d'arte e un centro multimediale e didattico.
Di forte impatto visivo, la struttura si trova precisamente nel distretto di Pu Dong e colpisce non solo per le sue dimensioni (23.300 metri quadri) ma anche per la spettacolare forma di un fiore aperto. Grazie alla facciata, interamente realizzata in vetro stratificato, è soprattutto di sera che l'edificio mostra il lato più affascinante di sé, regalando alla città una presenza misteriosa che risplende nel buio. La particolare tecnologia adottata consente infatti di trasmette all'esterno tutta la luce interna.
Così dall'esterno è possibile vedere il movimento di persone che si spostano verso le sale e intorno ai loro tre volumi. I colori di questi, tra l'altro, sfumano diventando più chiari man mano che ci si avvicina al soffitto.
Linee sinuose e avvolgenti circondano questi spazi, ospitando il foyer, le aree espositive e la sala d'ingresso. Sin dagli inizi della sua ideazione, Paul Andreu aveva pensato ad un edificio magico, che potesse non solo servire alla città come luogo per grandi manifestazioni, ma fosse anche in grado di trasmettere emozioni, con la sua sola presenza.
E' questa un'attenzione di Paul Andreu molto ricorrente nella progettazione delle sue opere, come si vede per esempio anche nel Museo Marittimo di Osaka, in Giappone. E spesso l'architetto parigino affida questo compito alla luce, facendo risplendere l'edificio nel buio, e alludendo in questo modo all'evento della nascita e alle sue emozioni.
Il risultato è, per il Centro di Arti Orientali di Shanghai, un'architettura estremamente innovativa dal punto di vista estetico; ma lo è anche dal punto di vista strutturale, visto che il problema delle sollecitazioni, cui sono sottoposti i pannelli delle facciate, ha richiesto la messa a punto di un particolare tipo di vetro stratificato, che integra la lamiera perforata.

Laura Della Badia

GALLERY

Centro Arti Orientali. Shanghai. Paul Andreu. 2005

Centro Arti Orientali. Shanghai. Paul Andreu. 2005

Centro Arti Orientali. Shanghai. Paul Andreu. 2005


Il nostro sito web utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione.
Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l’abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra
Cookie Policy