30-08-2017

A casa Camilla: il blog della cool hunter enogastronomica

Dress your kitchen

Camilla Rossi è una giovane e intraprendente ferrarese con la passione per la cucina (è figlia di ristoratori) e per la comunicazione. Adora andare a caccia delle ultime tendenze (ha una laurea in Culture e tecniche della moda) e lo fa soprattutto nell’ambito food



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A casa Camilla: il blog della cool hunter enogastronomica Ci sono i cacciatori di teste, a caccia di personale qualificato quanto, se ci spostiamo nel Borneo, di teste realmente commestibili. Poi ci sono i cacciatori di fantasmi, che spesso lavorano con altri reparti speciali, per stanare draghi, orchi, streghe, vampiri o zombie, e i più pragmatici cacciatori di pepite d’oro, come Zio Paperone nel Klondike. E i più trendy di tutti: i cacciatori di tendenze, quelli che fiutano l’aria per capire da che parte tiri il futuro.
La giovane ferrarese Camilla Rossi, anima del food blog A casa Camilla, appartiene all’ultimo gruppo. Si definisce una “cool hunter enogastronomica”, con un debole per le erbe aromatiche e per tutto ciò che sa di Provenza.
Quando è nata, Camilla, la tua passione per la cucina?
«Ci sono nata dentro: ero una bimba piccola e, come tutti i figli di ristoratori, dormivo la sera tra due sedie, in attesa che mamma e papà finissero il servizio. Per tutta l’adolescenza, dicevo che non avrei mai fatto il ristoratore, perché quel mestiere mi aveva rubato i genitori. Dopo un diploma linguistico europeo, mi sono iscritta al corso di laurea in Culture e tecniche della moda… Però, la tesi l’ho dedicata al cibo, precisamente al food 2.0».
Ossia?
«È stato uno studio sul cibo, in cui mi sono concentrata sui blog e sull’hashtag #foodporn e la fotografia di cibo, che deve metterti appetito». Nel 2015, il tuo food blog già esisteva. Quando e perché hai pensato di aprirlo? «Nel 2013, alla fine di un colloquio di lavoro andato male. L’avevo sostenuto in un’agenzia che si occupava di comunicazione e organizzazione in ambito food e fashion, e quando mi hanno detto: le faremo sapere, ho capito che non mi avrebbero mai chiamato. Così, la sera stessa, ho pensato di aprire un blog, perché avevo proprio voglia e bisogno di scrivere e di comunicare. E il mio primo post, indovina? È stato di cucina! Ho dato la ricetta di un couscous».
Ti definisci una “cool hunter enogastronomica”: di cosa vai a caccia?
«La professione del cool hunter, che ho cosciuto studiando il settore moda, mi ha sempre incuriosito molto: pensa che, già ora, i cacciatori di tendenze ci dicono cosa andrà tra due anni… Vorrei portare questa professione dalla moda alla cucina. Perché anche la cucina raccoglie tendenze. Me ne accorgo, girando per i ristoranti: le tecniche di cottura di oggi, per esempio, sono diverse da quelle che si usavano dieci anni fa, perché tendono a una cucina più light, con meno grassi e meno sale».
Dal tuo osservatorio, qual è il trend più importante in ambito food?
«Un grande ritorno alla tradizione. Non dureranno a lungo fenomeni come la cucina molecolare, perché la gente fa fatica a capirli. Si sta già andando verso il recupero dei piatti classici, quelli del territorio. Guarda me: sono una ragazza di 25 anni e faccio la sfoglia con il matterello. Un ritorno alla tradizione, peraltro, è fondamentale per portare innovazione» (segue).

Mariagrazia Villa

Fotografie: © A casa Camilla

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