16-01-2017

Food&Kitchen: risponde la giornalista di viaggio Carla Soffritti

Dress your kitchen

Oggi ci racconta del suo rapporto con il cibo e la cucina, la titolare dell’agenzia di comunicazione "Ella Studio" e dell’eco b&b “Il richiamo del Bosco” nel Parco regionale dei Boschi di Carrega in provincia di Parma



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Food&Kitchen: risponde la giornalista di viaggio Carla Soffritti Carla Soffritti è una giornalista di viaggio ed è la fondatrice dell’agenzia di comunicazione "Ella Studio" e del b&b “Il Richiamo del Bosco”, immerso nel verde dei faggi e dei castagni del Parco regionale dei Boschi di Carrega, in provincia di Parma.
Il primo pensiero, Carla, quando entra in cucina.
«Oggi quale spezia userò?».
Il piatto più rappresentativo della sua vita e perché.
«La crema di zucca e riso selvaggio. Ho origini ferraresi e la zucca mi ricorda le campagne dove sono cresciuta. Il riso selvaggio? Sono una “nomade”, anche in cucina».
Il vino che le fa battere il cuore.
«Il Prosecco di Casa Belfi Colfondo. Non convenzionale ed atipico. Viene spumantizzato attraverso autoclavi, ma rifermentato in bottiglia senza aggiunta di lieviti, enzimi o zuccheri, ottenendo un vino con il fondo che rimane in bottiglia. Ovviamente è biologico e sano».
Cos’è per lei il top in cucina?
«Dimostrare un approccio sostenibile anche tra i fornelli».
Quale ingrediente non può mai mancare?
«Lo zenzero. È ovunque: dalla prima colazione alle tisane della buonanotte».
Qual è l’oggetto più divertente che ha in cucina?
«La lavagna appesa in cucina sopra alla cappa dei fornelli dove scrivere frasi divertenti o di spessore. Una delle mie preferite è “bacio meglio di come cucino”. Ma poi l’ho cancellata perché alcuni ospiti del b&b volevano la “prova del bacio”».
L’ultima volta in cui ha mangiato bene.
«A Parma all’ECOgastronomia “Mangia la foglia bio”. Adoro le proposte di chi vi cucina: Patrizia Ziveri, Lorenza Allari e Pietro Tambini».
Qual è la ricetta che le viene meglio?
«Pere al vino con salsa di fondente piccante. Ho un’attrazione fatale verso il cioccolato fondente. Così pure la pera mi ricorda un sapore dell’infanzia legata alle campagne ferraresi».
Quali qualità apprezza in un cuoco?
«Essere puro, non usare, se è possibile, proteine animali. Ma richiede uno sforzo creativo maggiore. E nel cucinare che sappia riflettere e calibrare ogni elemento del piatto».
Che significato ha per lei il cibo?
«Un significato molto antico che deriva da Ippocrate: “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il tuo cibo”. Ma oltre ad essere veicolo di salute, dovrebbe puntare alla protezione dell'ambiente e al rispetto per gli animali».

Mariagrazia Villa

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