14-12-2016

Un vino iconico per Natale: nel Collio goriziano dai Bressan (parte I)

Dress your kitchen

Paolo Tegoni, sommelier ed esperto di cultura enogastronomica italiana, ci racconta una delle aree europee più vocate alla viticultura di qualità: il Collio goriziano. E lo fa, scegliendo una cantina storica



  1. Home
  2. Dress Your Kitchen
  3. Un vino iconico per Natale: nel Collio goriziano dai Bressan (parte I)

Un vino iconico per Natale: nel Collio goriziano dai Bressan (parte I) Il vino è come la poesia, che si gusta meglio, e che si capisce davvero, soltanto quando si studia la vita, le altre opere, il carattere del poeta, quando si entra in confidenza con l’ambiente dove è nato, con la sua educazione, con il suo mondo”, ha scritto Mario Soldati nel suo libro Vino al vino (1969).
Prendendo spunto da queste parole, che sottolineano lo stretto legame tra il prodotto vino, il suo territorio originario e la mano dell’uomo che lo ha reso tale, ci avventuriamo in una delle aree europee più vocate alla viticultura di qualità: il Collio goriziano.
A descrivercelo, Paolo Tegoni. Sommelier professionista e instancabile studioso dei terroir vitivinicoli europei, è consulente enologico per diverse realtà italiane. Cura eventi di cultura enogastronomica, si occupa di marketing territoriale e didattica della degustazione, ed è docente presso l’Università di Parma, la Bologna Business School e l’Università IUSVE – Istituto Universitario Salesiano di Venezia.
«Le colline del Collio goriziano – spiega Paolo Tegoni – dall’aspetto sinuoso e raramente oltre i duecento metri sul livello del mare, vanno a caratterizzare questo angolo italiano al confine con la Slovenia, formando ripide valli solcate da bizzosi corsi d’acqua».
I vigneti di ribolla, malvasia, friulano, pignolo, schioppettino e di altre varietà, autoctone e non, insistono in larga parte «su ordinati terrazzamenti - i caratteristici “ronchi” – eretti per far fronte alla facile erodibilità dei terreni».
Sono terreni eterogenei, costituiti prevalentemente da “flysch di Cormons”: «stratificazioni alternate d’arenaria e marna – chiamate localmente “ponca” – che, assieme ad altrettanti microclimi, rappresentano il valore aggiunto di questo terroir, influenzando in modo determinante la pregevolezza delle uve e dei vini che ne derivano».
Il fascino del Collio sta nell’alternanza della sua morfologia e dei suoi diversi crus, ossia vigneti. Ne scegliamo uno, il Pignolo, andando ad affondare il piede nelle vigne dei Mastri Vinai Bressan a Farra d’Isonzo. E ve lo racconteremo nel prossimo post.

Mariagrazia Villa

GALLERY

Un vino iconico per Natale: nel Collio goriziano dai Bressan (parte I)

Un vino iconico per Natale: nel Collio goriziano dai Bressan (parte I)

Un vino iconico per Natale: nel Collio goriziano dai Bressan (parte I)

Un vino iconico per Natale: nel Collio goriziano dai Bressan (parte I)

Un vino iconico per Natale: nel Collio goriziano dai Bressan (parte I)

Un vino iconico per Natale: nel Collio goriziano dai Bressan (parte I)

Un vino iconico per Natale: nel Collio goriziano dai Bressan (parte I)

Un vino iconico per Natale: nel Collio goriziano dai Bressan (parte I)

Un vino iconico per Natale: nel Collio goriziano dai Bressan (parte I)

Un vino iconico per Natale: nel Collio goriziano dai Bressan (parte I)


Il nostro sito web utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione.
Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l’abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra
Cookie Policy