15-03-2017

Vegetarismo e forma fisica: l’importanza di una dieta varia ed equilibrata (parte I)

Dress your kitchen

Ascoltiamo i consigli di Alessio Colli, biologo nutrizionista, personal trainer e istruttore fitness. E impariamo come debba essere l’alimentazione di una persona vegetariana, soprattutto se pratica un’attività sportiva



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Vegetarismo e forma fisica: l’importanza di una dieta varia ed equilibrata (parte I) Gli esempi ci sarebbero, e anche illustri. Il campione olimpico Carl Lewis, la tennista Martina Navratilova, il più grande triatleta del mondo Dave Scott. E tanti altri. È, dunque, possibile fare sport ed essere vegetariani o addirittura vegani? Lo abbiamo chiesto a un esperto: Alessio Colli, biologo nutrizionista, personal trainer e istruttore fitness.
«Per lo svolgimento di qualsiasi attività sportiva la scelta di una dieta appropriata è fondamentale», chiarisce Colli. «Una dieta vegetariana, se varia ed equilibrata e in grado di soddisfare il fabbisogno energetico, ossia l’apporto calorico, della persona e di rispondere alle esigenze delle funzioni vitali dell’organismo, risulta adatta per qualsiasi attività, anche se bisogna avere delle accortezze in base al tipo di attività che si sceglie di svolgere».
Gli sport possono essere di resistenza (come ciclismo, corsa, nuoto...), di potenza (sollevamento pesi, body building...) oppure “misti” (tipo calcio, pallacanestro…). «Per quanto riguarda l’apporto di carboidrati, un vegetariano non ha di solito problemi, a patto che tale apporto risulti adeguato al suo fabbisogno in relazione alla tipologia dell’attività sportiva praticata. Poiché i carboidrati sono il carburante per avere energia, gli sport di resistenza ne richiedono di più rispetto a quelli di potenza: dovrebbero fornire il 50-60 per cento delle calorie introdotte giornalmente».
E il fabbisogno proteico? «Dovrebbe essere tra 1,2 e 1,4 grammi di proteine per chilo di peso corporeo per gli sport di resistenza, tra 1,4 e 1,8 nel caso di quelli misti e di potenza». Naturalmente, il fabbisogno proteico si riduce, nel caso di chi conduca una vita sedentaria, letto-ufficio-divano-letto: «va da 0,9 a 1 grammo per chilo di peso corporeo».
La classica passeggiata al parco per portare fuori il proprio amico a quattro zampe non si può certo considerare un’attività sportiva, ma, se compiuta a passo sostenuto, può avere un effetto preventivo su determinate patologie. «Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità almeno 150 minuti di attività aerobica alla settimana sono sufficienti per prevenire le malattie non trasmissibili, ossia quelle che un tempo si chiamavano cronico-degenerative».
Chi opta per uno stile alimentare vegetariano, per motivi etici o salutistici, rinuncia a carne e pesce, ma utilizza altre proteine animali per coprire il suo fabbisogno proteico. «Se la persona è latto-ovo vegetariana, consuma latte, formaggi e uova, se è latto-vegetariana, non mangia uova, mentre se è ovo-vegetariana, non mangia latte e formaggi».
L’apporto proteico, per i vegetariani, è spesso misto, ossia dato da proteine vegetali e animali. «Se si mangiano legumi, questi devono essere abbinati con i cereali, perché insieme forniscono tutti gli aminoacidi essenziali, dunque proteine complete».

Mariagrazia Villa

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