18-10-2017

Viaggio nel tè: come prepararlo, servirlo e conservarlo

Dress your kitchen

Oggi impariamo, da Felix Bürklein, come preparare questa bevanda nel modo migliore: quale acqua scegliere e quali utensili procurarsi. E anche come servirla per valorizzare le sue caratteristiche di aroma, colore e sapore e come conservare le foglie nel tempo



  1. Home
  2. Dress Your Kitchen
  3. Viaggio nel tè: come prepararlo, servirlo e conservarlo

Viaggio nel tè: come prepararlo, servirlo e conservarlo «Le migliori foglie di tè – insegna il cinese Lu Yu, autore della prima monografia sull’antica bevanda, scritta nel 758 - devono piegarsi come stivali di cuoio dei cavalieri tartari, arricciarsi come le corna di un bue potente, schiudersi come la nebbia che sale da un burrone, scintillare come un lago sfiorato dallo zèfiro ed essere umide e molli come terra bagnata dalla pioggia».
Se abbiamo la fortuna di avere queste foglie, non ci resta che imparare come preparare, servire e conservare il tè. Ce lo spiega Felix Bürklein, tea sommelier presso il Teekontor Keitum sull’isola tedesca di Sylt nel Mare del Nord.
Quanto contano le caratteristiche chimiche dell’acqua, Felix, nella preparazione del tè?
«Le caratteristiche chimiche dell’acqua nella preparazione del tè sono fondamentali. Sapore, profumo e aroma migliorano con acqua dolce e, per il contenuto di ossigeno, la freschezza dell'acqua è importante. I valori di calcio e idrocarbonati dovrebbero essere bassi, in quanto si crea del calcare durante la preparazione del tè, che fa salire il valore del pH. L’acqua distillata non va bene. L’acqua dura causa un gusto “peloso” del tè».
Quali utensili servono per preparare un buon tè?
«Gli utensili “giusti” per preparare un buon tè sono: il tè, l’acqua, la temperatura e il tempo. La soluzione ottimale è avere una teiera in vetro, nella quale si mettono le foglie sciolte. Poi si aggiunge l’acqua e, dopo il tempo di infusione previsto o desiderato, si versa il tè attraverso un filtro in una seconda teiera. Si consiglia sempre l'infusione del tè in foglia, in quanto l’acqua può racchiudere il tè da tutti i lati e rende possibile un’estrazione ottimale, ovvero un sapore puro. Bisogna poi filtrare il tè attraverso un colino in quanto, a seconda del tipo, il tè potrebbe diventare amaro. Il caso dei tè verdi di alta gamma è diverso: per questi è consigliabile una seconda o anche terza infusione».
Come andrebbe servito? Zuccherato o bevuto “nude”? Con il latte o senza nulla?
«Come servire il tè? Dipende se si è un tipo “mif” o “tif”. “Mif” significa “milk in first”, “tif” invece sta per “tea in first“. È una questione quasi religiosa. Latte o panna legano i tannini del tè e lo rendono, a mio avviso, molto “morbido”, “uniformato”. Diventa, quindi, noioso, nel senso che il carattere proprio del tè viene coperto dall’aggiunta del latte. Ovviamente, una questione del genere non vale per il tè da supermercato: qui va bene secondo il gusto personale. Ma quando si tratta di un tè in foglia di alta qualità, a mio avviso, la domanda non si pone. Chi metterebbe del liquore in uno Champagne Dom Perignon o aggiungerebbe dello zucchero ad un Sauternes?».
In che modo si può conservare il prodotto, perché non perda le sue caratteristiche?
«Ci sono quattro presupposti per una conservazione ottimale del tè: al fresco, all’asciutto, al riparo dalla luce e chiuso in un contenitore adattato alla quantità. Perché l'ossigeno cambia il gusto del tè: gli aromi agiscono con l’ossigeno e possono volatilizzarsi…».
 
Mariagrazia Villa

GALLERY


Il nostro sito web utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione.
Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l’abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra
Cookie Policy